Provasi porta l’arte al “supersalone” del Mobile di Milano

L’installazione “site-specific” dell’artista Mauro Calvi è protagonista assoluta dello spazio Provasi. Racconta la storia e i valori dell’azienda attraverso l’interpretazione creativa di tre pezzi iconici.

Provasi, storica azienda d’arredamento made in Italy, partecipa al “supersalone”, l’evento speciale del Salone del Mobile.Milano per il 46° anno consecutivo.

 

La sua presenza (Hall 1 - Gangway E23) non passa inosservata grazie all’inedita installazione site-specific realizzata dall'artista Mauro Calvi, al quale è stato chiesto di trattare lo spazio a disposizione attraverso un'opera che raccontasse la personale lettura di tre pezzi Provasi e, allo stesso tempo, interpretasse la storia e i valori dell'azienda. 

Una commistione tra sensibilità espressiva dell'artista e attitudine alla sperimentazione creativa di Provasi.

«Da sempre Provasi accoglie nella sua casa opere d'arte. Questa volta abbiamo chiesto a un'opera di accogliere i nostri pezzi.» - dichiara Gabriele Provasi, architetto e art director di Provasi - «Provasi riveste il ruolo di mecenate e vede nell’arte uno strumento raffinato, per riportare l’attenzione alla grandezza del proprio heritage, attraverso un processo di reciproca valorizzazione. Affidiamo all’opera il compito di portare lo spettatore lontano da costrizioni e pregiudizi, poiché l’arte è condivisione incondizionata e promuove nuove idee, invitando alla libertà di pensiero, di opinione, di visione».

MAURO CALVI

Artista

Mauro Calvi nasce a Cremona nel 1958. Vive e opera in Brianza.

È un artista dotato di una grande sensibilità espressiva, la cui peculiarità risiede nella raffinata ricerca e sperimentazione di un linguaggio nuovo che possa rappresentare al meglio la propria idea di Arte. 

Il risultato appartiene all’unione di due caratteristiche fondamentali dell’artista. Una è la capacità tecnica e intellettuale di indagare la “figura” umana, declinata attraverso lo studio di posizioni e proporzioni rivisitate e caratterizzate dal dinamismo e da una dirompente tensione gestuale. L’altra peculiarità è l’analisi e la sperimentazione informale sull’uso della materia e del colore, spesso protagonisti di sfondi particolarmente significativi. 

Assoluto protagonista dell'opera è il nuovo cabinet in mogano e bubinga, con ante intarsiate in un patchwork di essenze esotiche che si incastrano e sovrappongono: nato da un'interpretazione dei cabinet inglesi dell'800, viene attualizzato nelle linee e nei materiali, sfuggendo quindi all'etichetta di mobile classico a favore di un gusto più contemporaneo. Il secondo pezzo è una specchiera in legno che appartiene alla collezione più classica di Provasi: le mani che la sorreggono, scolpite dagli abiti intagliatori, rappresentano un tributo alla maestria artigiana che rende possibile la concretizzazione delle idee. L'ultimo pezzo presentato è una bergere dalla linea più contemporanea, oggetto che sembra fuoriuscire dall'opera ma al tempo stesso ne è completamente integrata. Sullo sfondo dell’opera, Calvi disegna alcune figure umane, che simboleggiano l’importanza del capitale umano nella produzione Provasi, all’interno della quale risiede il valore del suo passato, del suo presente e soprattutto del suo futuro.

«Il senso dell’installazione – racconta l’artista Mauro Calvi - prende spunto dalle basi del lavoro fatto in azienda, il quale si basa su valori legati all’artigianato alla manualità e all’esperienza tramandata negli anni dalle generazioni passate. Il mio intento nasce dall’idea di far dialogare le figure pittoriche con i prodotti dell’azienda. La base dell’opera espressiva è quindi il connubio indissolubile tra “opera pittorica e prodotto”. La campitura dell’intera rappresentazione è volutamente carica di “materico espressivo” e le figure qui rappresentate riprendono le difficoltà, le incertezze e il pensiero di portare a termine il progetto lavorativo. Il rapporto tra la tridimensionalità dei pezzi e le figure sottostanti vuole far emergere l’importanza del lavoro manuale.»